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gen 24 2012
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gen 24 2012
© FloridaStock - Fotolia
Quando si immagina l’Alaska, si pensa immediatamente a un panorama freddo e un paesaggio ricoperto di ghiacciai. Invece l’Alaska offre molto di più, una natura selvaggia e incontaminata. Per un viaggio in macchina non c’è meta più affascinante e sorprendente. L’Alaska infatti, al contrario di quanto si pensa comunemente, è una terra ricca di foreste, torrenti, specchi d’acqua, vallate, montagne e prati ricoperti di fiori colorati. Oltre alla flora fantastica, l’Alaska rappresenta un habitat ideale per diversi tipi di animali che altrove sono a rischio di estinzione. Gli incontri con orsi, alci, balene ed orche sono molto diffusi. Inoltre, a seconda della stagione, si possono avvistare diverse specie di uccelli come l’aquila calva e quella dorata, e poi anche orsi neri e grizzly, caribou, lupi e capre. Oltretutto si può praticare seawatching ammirando diverse specie di balene, foche e leoni marini. L’Alaska è lo Stato americano più grande di tutta la federazione degli Stati Uniti con un’estensione di 1.530.693 km².
Il viaggio che qui vi proponiamo parte da Anchorage ed è lungo 127 miglia, quindi 205 chilometri, attraversando la penisola di Kenai per giungere infine alla città marittima di Seward. Questo tragitto offre punti fantastici da dove praticare birdwatching. L’estate è indubbiamante il periodo migliore per intraprendere questo meraviglioso viaggio e percorrere la Seward Highway.
Se si vuole passare più tempo in Alaska, consigliamo una visita al Parco di Denali, uno dei luoghi più selvaggi al mondo. Si dovrà però abbandonare la propria macchina e lasciarsi guidare da visite specializzate in pullman o intraprendere un cammino a piedi. Il Parco ha un’estensione di 2,4 milioni di ettari e racchiude la vetta più alta dell’America settentrionale, il monte McKinley con i suoi 6.194 metri di altezza.
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gen 22 2012
Un itinerario da percorrere possibilmente a cavallo di una potente Harley Davidson è la leggendaria Route 66. Generalmente si sceglie il tragitto che va da est verso ovest, quindi partendo da Chicago per arrivare a Los Angeles. Attenzione però, prima di avventurarvi sappiate che il percorso è lunghissimo, circa 4.000 km che in termini di tempo si traduce in circa due settimane di guida. E non pensate neanche di trovare indicazioni o cartelli attendibili; la famosa Route 66 infatti non viene segnalata sulle carte ufficiali ed è bene armarsi di cartine alternative o dedicate proprio a lei.
© Paul Hill - Fotolia
È dal 1984 che la route 66 non compare più sulle carte ufficiali, fu solo con l’intervento dello stato dell’Arizona che un tratto di strada venne preservato, circa 150 km. Quella che un tempo fu la strada lungo la quale durante la Grande Depressione milioni di persone emigrarono in cerca di fortuna, sinonimo di libertà per appassionati di tutto il mondo, rivive oggi grazie ad associazioni che ne vogliono preservare la memoria. Se decidete di attraversare la California o l’Arizona sulla route 66 vi troverete molti di quei bar e di quei motel con le luci al neon, impresse nell’immaginario collettivo.
Attraversando la città di Flagstaff si raggiunge più a nord lo spettacolo meraviglioso del Grand Canyon e del fiume Colorado, si prosegue poi in direzione Williams percorrendo un tratto della route 66 rimasto praticamente intatto fino a raggiungere Las Vegas. Proseguendo verso Los Angeles si può decidere di deviare brevemente nel deserto Mojave e visitare la città fantasma Calico, altrimenti oltrepassare le montagne di San Bernardino e raggiungere così la città degli Angeli. È qui che la leggendaria route 66 sfocia nel viale di Santa Monica, lungo il quale sorgono Hollywood e Beverly Hills. Buon viaggio!
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gen 19 2012
Gli Stati Uniti sono da sempre una meta molto ambita per i motociclisti. I meravigliosi panorami che si possono godere lungo le strade americane sono per qualsiasi motociclista che ha trascorso una vacanza qui indimenticabili. Le strade più conosciute e particolari vengono chiamate “scenic byways”.
Una leggenda della storia americana è la mitica U.S. Highway 163, meglio conosciuta come Navajo Road, che parte da Bluff in Utah e arriva a Keyenta in Arizona e percorre 60 miglia. Una vera e propria “dramatic view” che offre un panorama mozzafiato passando per il territorio navajo e la Monument Valley. Calcoliamo più o meno una giornata per questo tragitto facendo anche deviazioni per la Valley of Gods, Muley Point e Goosenecks SP, un viaggio che non vi dimenticherete mai.
© David Smith - Fotolia
Lasciata la I-191, si imbocca la Highway 163 ed il viaggiatore sulle due ruote ha subito l’impressione di trovarsi in un western di John Ford: poca vegetazione verde, rocce rossastre e un cielo blu. Questo scenario western dura 16 miglia per poi girare a destra e arrivare a Valley of Gods, percorrendo una strada lunga 17 miglia. Lo scenario che ci viene presentato ricorda molto la più famosa Monument Valley. Questa zona è però meno popolata e riesce a trasmettere una pace interiore e profonda.
Dopo aver percorso Muley Point, Goosenecks SP, si giunge infine alla Monument Valley, un’icona degli Stati Uniti occidentali. La zona appartiene alla Navajo Nation Reservation ed è un Tribal Park con ingresso a pagamento. Il pianoro desertico è di origine fluviale e si trova al confine tra Utah e Arizona. Gli indiani navajo si occupano della gestione del parco e alcuni vivono ancora all’interno del Monument Valley. Con un po’ di discrezione sarà addirittura possibile scambiare con loro qualche impressione.
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gen 12 2012
© Marc Xavier - Fotolia
La Provenza rappresenta una delle mete più amate dal turismo internazionale, grazie alla mitezza del suo clima, il fascino delle sue città come Marsiglia, Nizza e Cannes, la bellezza del suo litorale e l’alto livello gastronomico.
Anche per i motociclisti la regione situata nel sud-est della Francia offre un itinerario fantastico. Una delle mete motociclistiche più amate è l’entroterra della Provenza che regala un affascinante paesaggio tra borghi medievali e profonde gole che salgono verso gli ampi scenari delle Alpi Marittime. La strada da percorrere per i motociclisti è lunga 400 km e si snoda soprattutto su strade di montagna. Si parte da Nizza, facilmente raggiungibile dall’Italia con l’autostrada A10. Dopo una giornata passata al mare di Nizza ci si dirige verso l’entroterra percorrendo la N202, la Route des Grandes Alpes. Il tunnel naturale è scavato nella roccia e sbuca sulla vista mozzafiato degli strapiombi. Si continua il tragitto verso gli orizzonti di Valberg sulla D289 per raggiungere il paese di Giullaumes. Lì si consiglia di visitare il magnifico Castello della Reinne Jeanne.
Poi si prosegue per giungere alla prossima tappa, il borgo di Entrevaux, al quale si può accedere solo attraversando un ponte levatoio. Qui si abbandona la moto per fare una bellissima passeggiata per le strade della cittadina e per poi salire in cima dove troviamo un panorama mozzafiato che fa immediatamente dimenticare la fatica della salita. L’Entrevaux è un comune francese situato nel dipartimento delle Alpi dell’Alta Provenza e offre un fascino indimenticabile. Dopodiché si risale in sella per iniziare la Route Napoleon, il canyon delle Gorges du Verdon e la Corniche Sublime, un percorso emozionante e sorprendente per gli amanti delle due ruote. Infine si raggiunge Alguines e poi Grasse. L’ultimo percorso è per le Georges du Loup, che è a tratti a picco sul precipizio.
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gen 06 2012
Difficile non innamorarsi di questa meravigliosa terra. La regione offre ai suoi visitatori un paesaggio affascinante tra colline, montagne e mare. Il mezzo migliore per visitare il Friuli è indubbiamente la bicicletta. In una settimana si può conoscere pedalando questo meraviglioso territorio alla scoperta di dolci colline ricoperte dei migliori vitigni, riserve naturali, edifici e città storiche come Cividale, le Alpi carniche e Giulie, fiumi con acque chiarissime e spiagge irresistibili come quella di Grado. Incredibile come una regione possa disporre di tanta bellezza e fascino.
© lebanmax - Fotolia.
Ecco il programma che consigliamo agli amanti della bicicletta in Friuli-Venezia-Giulia. Arrivati a Udine, dopo aver visitato il castello e aver fatto una passeggiata nel centro visitando alcuni dei bar storici, si sale in sella verso Cormons, il Collio, passando per Cividale. Cividale del Friuli è stata fondata da Giulio Cesare (da qui anche il nome Friuli-Venezia-Giulia della regione) intorno al 50 a.C. per difendere le strade di accesso ad Aquileia. Il secondo giorno si percorrono 60 km per raggiungere l’altra parte del Collio, le fortezze di Gorizia, Gradisca e Palmanova. Il terzo giorno si visita Aquileia e l’aerea naturalistica della foce dell’Isonzo. Dopodiché si pedala per 30 km arrivando all’altopiano carsico, il giardino botanico. Il quinto giorno si raggiunge finalmente il mare e percorrendo la costa si giunge a Grado, Muggia e la costa istriana. Noi consigliamo di visitare per bene Grado, un importante centro marino e termale, noto anche come l’Isola del Sole e per la sua particolare storia, la Prima Venezia. Il sesto giorno si dedica alla visita del castello di Miramare e Trieste ed infine, l’ultimo giorno, consigliamo di passarlo all’insegna del relax passando la serata in un buon ristorante di pesce e bevendo un buon vino bianco friulano.
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gen 06 2012
La bicicletta è un mezzo di trasporto fantastico. Dà la possibilità di viaggiare a costo zero e soprattutto di immergersi nella natura fino in fondo scoprendo angoli che in macchina non sono raggiungibili. In Europa una delle mete più ambite è l’Olanda che offre una rete di piste ciclabili molto organizzata. Un’altra meta consigliabile è Cape Breton, una contea della Nuova Scozia in Canada. La superficie della contea è di 2.470,62 km e conta 109.330 abitanti. © Demid - Fotolia
La Nuova Scozia è una delle province federali del Canada, sull’Oceano Atlantico. Il clima estivo è ideale per intraprendere un viaggio in bicicletta. L’inverno è umido, freddo e nivale. L’estate è anche umida, ma al tempo stesso calda con temperature medie del mese più caldo intorno ai 22 gradi. La Nuova Scozia è una penisola e quindi soprattutto circondata dal mare, che rende il panorama sorprendente.
La natura della Contea può solo che affascinare, possiede vaste aree rimaste allo stato naturale. Nei boschi si possono incontrare alci e aquile, nelle acque di fiume e di lago trote, salmoni e lucci (particolarmente attraente per coloro che amano pescare). Nel mare sono numerosi i cetacei come balene e delfini, per questo motivo è molto diffusa l’attività del whale watching. Inoltre con un po’ di fortuna si possono incontrare foche e centrine.
L’itinerario in bicicletta nella Contea di Cape Breton è molto famoso. La magnifica natura intatta e il paesaggio mozzafiato rende il viaggio indimenticabile.
Le condizioni climatiche nella regione della Nuova Scozia possono risultare anche molto dannose e rischiose per l’uomo. Qui il tempo infatti si può esprimere in tutta la sua violenza. Per questo motivo è importante informarsi durante il proprio tragitto costantemente delle previsioni meteo per evitare fenomeni rischiosi come la grandine, piogge violenti, tormente ecc.
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gen 06 2012
Musa ispiratrice di numerosi letterati e intellettuali dell’epoca la vettura dell’Orient Express ha animato la società alto borghese degli anni Venti e Trenta in un’atmosfera trasognata ed avventurosa. La celebre Agathe Christie ad esempio nel suo viaggio nel treno più famoso di tutti i tempi ritrovò la sua ispirazione dando alle stampe uno tra i suoi maggiori capolavori “Assassinio sull’Orient Express” e grazie a quel viaggio si innamorò e uscì dal periodo di depressione in cui era caduta.
© Toma?s? Has?lar - Fotolia
Era il 4 ottobre del 1883 quando venne inaugurata la tratta Parigi/Costantinopoli sulle vetture della società franco belga C.I.W.L.. Un percorso avventuroso perché attraversava i Balcani e il Medioriente, instabili e pericolosi. Ma l’ebrezza del pericolo unita al lusso sfarzoso del treno attirava tantissimi nella classe facoltosa del tempo, intenzionata a tutti i costi ad accaparrarsi un posto sul già allora leggendario treno. Gli standard qualitativi delle carrozze infatti erano elevatissimi con acqua calda nei bagni, ristorante e bar pregiamene rifiniti, luci soffuse e cibi e bevande esclusive.
Un viaggio lungo Monaco di Baviera, la Romania, Vienna era allora sinonimo di lusso e agiatezza. Ancora oggi quelli standard qualitativi rimangono insuperati nella scelta dei tessuti, velluto blu arabascato o oro goffrato e nei rivestimenti degli interni che erano costituiti dal mogano. Nel 1919 venne aggiunta anche la tratta che attraversava Losanna, Milano, Venezia e Trieste, la Arlberg Orient Express e successivamente si inaugurò anche la tratta Zurigo, Innsbruck, Budapest, Atene.
Tra il 1962 e il 1977 vennero soppresse le corse e oggi esiste ancora un servizio sul percorso Parigi/Vienna e uno privato su Londra/Parigi/Venezia e Parigi/Budapest/Bucarest fino a Istanbul. Un treno che è leggenda, capace di ispirare e colpire per la sua eleganza e per il suo spirito avventuriero d’altri tempi.
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gen 03 2012
Descritto come uno dei percorsi più suggestivi in America la Pacific Coast Highway attraversa la costa della California e parte da Monterey fino a Morro Bay, secondo un itinerario suggerito dal National Geographic per un totale di circa 5 ore. Si parte quindi dalla cittadina famosa per il commercio delle sardine a sud di San Francisco, passando per Carmel by the Sea, famosa per essere sede di una tra le più grandi missioni in California. Per gli amanti della natura imperdibile è il Point Lobos State Reserve, un parco nazionale che comprende 300 ettari e più di 250 specie di animali.
© Andy - Fotolia
È da qui che inizia il Big Sur, una favolosa costa lungo la quale crescono folti boschi di sequoie, lunga fino a 145 km e che comprende anche il Garrapata State Park. In direzione Bixby Bridge si può scegliere di percorrere la vecchia strada costiera lunga circa 18 km dalla vista mozzafiato; solo con la pioggia la strada diventa impraticabile. Zona famosissima perché immortalata in centinaia di scatti fotografici il Bixby Bridge rappresenta un’altra tappa imperdibile in questo tour.
Altra sosta degna di attenzione è il ristorante che sorge a Nepenthe, arroccato a 245 metri sul livello del mare e che assicura un pasto accompagnato da un panorama unico. Da qui in poi gli insediamenti umani si fanno più rari, lasciando il posto a colline e pascoli, solo raggiungendo San Simeon ci si riavvicina alla costa. Superata la città di Cambria si raggiunge alla fine Morro Bay con i suoi grandi aironi blu. Da qui volendo si può proseguire fino a Los Angeles, la città disterebbe infatti 300 km e ad altri 200 km si trova San Diego.
Un percorso assolutamente consigliato per gli amanti dei panorami mozzafiato, la costa del Pacifico incanta con la sua natura incontaminata anche se è meglio evitare il periodo invernale, in cui improvvise frane potrebbero rappresentare uno spiacevole intoppo al vostro viaggio.
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gen 02 2012